In giro per...

Inserito in: gchisari@Mar, 31/10/2006 - 00:39

In questo periodo, quelli che vanno in giro, cercano funghi, castagne e quanto altro la stagione mette a disposizione. A me, l'incontro con il sig. Mario Masci di Ornaro ha messo a disposizione un monumento archeologico!

Il sig. Masci ha avuto l'occasione di vederlo molti anni fa, quando da ragazzo andava in giro per i luoghi intorno a casa, e, più recentemente, con i figli, con i quali si preoccupato di ricalcare l'epigrafe del monumento, che ora si presenta abbastanza limata e, in parte, quasi illeggibile.

Il sig. Mario, sensibilizzato dalla curiosità del visitatore che chiedeva informazioni sul Ponte Sambuco, si è sbilanciato a segnalare un monumento di cui probabilmente è uno dei pochissimi a conoscere l'esistenza e l'ubicazione. Sollecitato a fare da guida, ha accettato con l'entusiasmo di chi pensa di mettere in evidenza un reperto di notevole interesse e di evitare la rovina di una memoria del passato.

L'occasione era troppo allettante per trascurarla e chi scrive non si è fatto sfuggire il momento favorevole..

Il monumento è in precarie condizioni, perché è precipitato a valle dalla sede dell'antica via Salaria, che si snoda ad un livello di un centinaio di metri più in alto, dentro un fosso e già si nota una scheggiatura.

Oggi si trova in località di non facile identificazione e avvicinamento, ma senza dubbio non può essere abbandonato alla rovina e va recuperata al più presto dal comune di Torricella Sabina o dal Museo Archeologico di Rieti.

In territorio del Comune di Torricella Sabina non si ritrovano resti archeologici di rilievo, salvo il Ponte Monumentale sulla via Salaria, Ponte Sambuco, datato al III sec. A. C., accessibile tramite la strada provinciale di Belmonte. Anche questo manufatto è a rischio per le piante che stanno creando sconnessure e spostamenti dei grandi sassi calcarei. Gli operai, i quali 2300 anni fa si sono affannati per reperire i blocchi, per prepararli, per trascinarli dove sono stati posti in opera con impegno e sudore, con capacità e cura, visto che l'opera stradale sopravvive ancora, dopo secoli di onorato ed efficiente servizio pubblico, meritano che il loro lavoro sia ancora apprezzato.

In antico il passante che percorreva la via Salaria Antica arrivando nei pressi di Ornaro si sarà trovato davanti agli occhi, al margine della crepidine (il marciapiede), posata su una piattaforma di blocchi di calcare, questa memoria funeraria e qualcuno avrà ricordato la persona alla quale era dedicata che, molto probabilmente, avrà abitato il territorio al confine della strada consolare. Non era sicuramente un uomo di città ma un personaggio di rilievo del luogo e la sua villa rustica deve trovarsi nei paraggi. La sua memoria si fa notare per accuratezza e dimensione.

Il blocco di calcare di circa un metro per cm. 50 presenta un timpano triangolare alla sommità con due piccoli rilievi triangolari ai lati, con una cornice superiore e una inferiore e la parte incisa con lettere bene allineate, omogenee, curate. L'altezza delle lettere è più elevata per la prima riga (cm. 7), mentre le righe inferiori hanno lettere più piccole (cm. 5). Non si notano in queste condizioni di conservazione del monumento né segni di separazione tra le lettere, né segni di abbreviature. È possibile che tali segni e anche altri elementi possano apparire dopo una accurata pulizia e un minimo restauro.

Non si notano decorazioni oppure ornamenti ai lati e sopra il cippo.

Il testo su cinque linee è solo in parte leggibile:

"VA(I) ILIAE Q // SUCCESS AL// VALERIO LI. f. L QI // CO(N)IUGI BENE(ME)RENTI // M S "

Non si propongono altre integrazioni né traduzioni prima che l'epigrafe sia correttamente preparata e poi esaminata dagli studiosi.

Ad ogni buon fine nel Museo Archeologico di Rieti sono conservate altre due epigrafi relative a personaggi con il prenomen VALERIUS e anche il noto VALERIO PUBLICOLA era sabino.

Anche una datazione del cippo appare azzardata perchè priva di riferimenti cronologici. Solo sulla base della tipologia del cippo, sulla scrittura dell'epigrafe e sulla forma delle lettere - la prima A della prima riga presenta l'asta verticale - diversa da tutte le altre -

Tuttavia sembra potersi pensare che il cippo sia dedicato alla memoria (M= memoria S= sacrum) di un Valerio figlio di Livio della tribù Quirina, anche se l'abbreviazione QI non appare corretta, da parte di un coniuge che lo ha apprezzato molto. Non dovrebbe trattarsi di un cippo funebre posto sopra una sepoltura, ma solo di una memoria esposta sulla via Salaria per ricordare ai viandanti un personaggio locale di cui bastava indicare il nome per richiamarlo alla memoria dei contemporanei.

Probabilmente il sindaco di Torricella non trascurerà ulteriormente questi monumenti archeologici che possono rappresentare un richiamo culturale per la sua comunità, ma la sua inerzia, nonostante il modesto impegno finanziari, speriamo che faccia muovere l'istituzione più qualificata del capoluogo (il Museo Archeologico).